Giunti sulla cima del colle, è la Chiesa, riedificata nel 1711 dall’architetto Francesco Muttoni, che dà il benvenuto al visitatore. L’originale rampa, con gradini semicircolari che gradualmente si restringono avvicinandosi alla porta della chiesa, sottolinea la visione scenografica d’insieme, tra le più suggestive dei Colli Euganei. La facciata, decorata da grandi intagli ovali in pietra, accoglie il pellegrino sotto gli sguardi benigni del Redentore e dei due angeli che sovrastano il timpano, opera del Corradini.

All’interno, l’affresco nella cupola rappresenta San Daniele raffigurato anche nel paliotto dell’altare maggiore, opera di Corradini. Il bassorilievo sul blocco di marmo bianco di Verona raffigura il martirio del santo diacono.

Secondo la tradizione Daniele, diacono della chiesa di Padova, subì il martirio intorno al 304, durante le persecuzioni dell’imperatore Diocleziano. La sua tomba rimase del tutto ignorata fino al 26 dicembre 1075 quando su indicazione di un pellegrino toscano, al quale il santo era apparso in sogno, si scavò sotto il pavimento della chiesa di Santa Giustina dove si rivenne l’arca di marmo con il corpo del martire tra due tavole tenute insieme da lunghi chiodi che trapassavano i suoi resti mortali in più parti. I padovani, guidati dal vescovo Ulderico e dall’abate di santa Giustina Giovanni, trasportarono con una solenne processione il corpo di San Daniele nella cattedrale. Era il 3 gennaio 1076. Ancora oggi il 3 gennaio si celebra in questa chiesa e nella diocesi di Padova la memoria solenne del santo diacono Daniele.

Sempre del Corradini sono anche le quattro statue in pietra bianca nelle nicchie agli angoli della chiesa, raffiguranti i quattro evangelisti. Gli altari laterali, invece, costruiti nel 1716, sono impreziositi da due tele raffiguranti la Natività (a sinistra), attribuita a Palma il Giovane, e la Madonna che porge il Bambino Gesù a  S. Antonio (a destra).

Altre tele arricchiscono l’abside. Al centro San Daniele, di autore ignoto. Ai lati, due tele di fine ‘800. opere di pittori d’oltralpe, provenienti dal monastero di Fiume: a destra il Transito di San Benedetto; a sinistra, San Rocco, titolare della chiesa e del monastero delle monache benedettine di Fiume.

Varie lapidi sulle pareti interne della chiesa ricordano la storia della famiglia Bonomi-Todeschini.

Orario delle Celebrazioni:

Feriale:
Lodi, ore 7.20 – S. Messa e Ora Terza, ore 7.50 – Ora Sesta, ore 12.30 – Rosario e Ora Nona, ore 15.15 – Vespero, ore 18.30

Festivo:
Lodi, ore 7.20 – Ora Terza e S. Messa, ore 9.30 – Ora Sesta, ore 12.05 – Rosario e Ora Nona, ore 15.15 – Vespero, ore 18.30